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DETAILS

Buongiorno a tutti, oggi vorrei iniziare una nuova rubrica che come vedete ho intitolato ‘Details.

Si tratta in effetti dell’ultimo elemento di un trittico ideale formato da ‘Un certain regard ‘ e ‘Signatures‘ che sono giá presenti in questa sezione.
Ma cosa lega questa che potremmo chiamare trilogia?
Il legame, il loro punto in comune, è la maniera di osservare un quadro, una scultura, un’opera d’arte in generale.
Come sappiamo qualunque manifestazione artistica del passato ha un proprio significato, vuole dirci qualcosa.
Nell’antichità non si creava nulla che non avesse una propria funzione, un messaggio, tutto era sempre creato per un fine, sia esso religioso, morale o politico.
Per esempio una statua con soggetto femminile od un quadro con una scena campestre, rimanderà necessariamente a qualche episodio conosciuto dai contemporanei ed avrà sempre un messaggio da trasmettere.
Per esempio ogni frutto o legume ha un proprio significato allegorico, così come la postura delle dita di una mano o un colore od un oggetto.
Tutto ripeto è un rimando a qualcosa che ci vuole trasmettere l’artista (o più spesso il suo committente).
I soggetti sono tratti perlopiù dalla Bibbia e dai classici Greci e Latini, ma possono anche rappresentare dei fatti storici o dei messaggi politici che spesso riusciamo a spiegare, ma che altre volte a noi moderni sfuggono.
Come ci insegna Federico Zeri il passato è passato ed è morto per sempre.
Per cui tantissimi riferimenti, significati di un’opera facilmente recepiti dai contemporanei, a noi potrebbero non dirci nulla, noi potremmo solo reinterpretarli secondo la nostra mentalità e sensibilità moderna.
A questo proposito Zeri citava la famosa affermazione di Benedetto Croce per cui ogni storia è storia contemporanea.
Per capire questa affermazione, basta osservare le odierne trasmissioni tv che parlano di arte.
Ebbene, l’approccio è sistematicamente sulla personalità dell’artista, sulle sue sue passioni, o meglio ancora, per quanto possibile, ci si sofferma sui suoi ‘vizi’.
Insomma, è una visione della storia antica basata sullo stile della nostra modernità che punta tutto sul gossip.
Generalmente, è bandita qualunque analisi seria dell’opera, del suo significato, della ragione della sua esistenza.
Tutto ciò è decisamente più complicato, perché comme sappiamo, i livelli d’interpretazione di un quadro possono essere veramente numerosi e i più svariati.
Da quello storico/artistico/stilistico, a quello simbolico o allegorico fino ad arrivare a quello esoterico.
Per chiudere questa parentesi e tanto per darvi un’idea di cosa succedesse nel passato, riporto un passo di un bel libro che sto leggendo in questo momento intitolato ‘Solo ombre.’
L’autore è Alvar González-Palacios storico dell’arte ma sopratutto un sommo conoscitore di quelle che un pò semplicisticamente vengono chiamate arti applicate.
In questo capitolo si sta parlando di Ferdinando de’ Medici Granduca di Toscana che fu grande conoscitore e formidabile raccoglitore d’arte, soprattutto di marmi antichi.
Qui si parla appunto della sistemazione della sua raccolta e González-Palacios ci fa sapere che questa        ″ … venne studiata con grande cura, seguendo un programma dove andavano vagliate non solo le regole auree della simmetria, della composizione e della prospettiva ma anche principi esoterici di ardua spiegazione basati su interpretazioni astrologiche e simboliche già favorite dal padre, Cosimo I.”
Tornando ai nostri ‘Details’, ce ne saranno di tutti gli stili ed epoche: dai fiammighi rinascimentali, ai modernisti francesi, dagli orientalisti alle nature morte barocche.
Bene, detto questo, ai miei pazienti lettori vorrei proporre un ‘gioco’ che è questo: leggere un quadro attraverso un piccolissimo dettaglio, un particolare che magari sfugge ad una lettura superficiale  e cercare di capire un significato, un messaggio in codice.
Ma, visto che come ci insegnano i bambini, il gioco può anche essere una cosa dannatamente seria, sono sicura che analizzando certi particolari, potremmo anche imparare molte cose, ma sopratutto volare insieme con la fantasia.
Per cui vi invito insieme a me ad immaginare cosa mai abbia fatto l’uomo intrappolato per i piedi, per meritare una simile tortura.
Oppure, cosa rappresenteranno mai quegli strani animali che sbucano da un calice. Chi è che tiene in mano la tazzina in porcellana?
Chi abiterà la casa in Provenza di Cezanne?
E di chi sarà la manona ritratta da Picasso? Il titolo non ci aiuta, di lei sappiamo solo che è una “Femme au chapeau blanc”
E continuando: chi mai avrà mangiato quelle invitanti ostriche?
E quella spada minacciosa sarà stata usata contro qualcuno? Contro chi? E perché?
Tutte queste cose non le sapremo mai e forse è meglio così.
È meglio non sapere in anticipo per chi verrà utilizzata la chiave di San Pietro o cosa mai si debba provare per arrivare a sudare sangue come il Gesù del titolo.