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1. Gli Impressionisti a Londra

Gli Impressionisti a Londra

Decisamente gli Impressionisti continuano ad essere al centro dell’attenzione, almeno in questo periodo a Parigi.

Infatti, dopo averli osservati  in relazione con il movimento dell’Action Painting americana in scena al Museo dell’Orangerie, a pochi passi dalle Tuleries, si svolge un’altra mostra con lo stesso tema.

Il soggetto è effettivamente lo stesso, cioè il movimento impressionista, ma il punto di vista è totalmente differente.

Al Petit Palais infatti, è il turno di “Les Impressionnistes à Londres

Qui non si analizzano le influenze che ha avuto l’Impressionismo sui movimenti artistici successivi, ma si punta lo sguardo su di un periodo specifico, esattamente quello che taluni artisti francesi hanno passato nella capitale inglese.

Questo viaggio dei vari Gustave Doré, James Tissot, Carpeaux,  non può essere certo appellato un Grand Tour, ben al contrario come ci avverte il sottotitolo, si parla degli “Artistes français en exil, 1870-1904“, e  le ragioni di questo  esodo sono dovute ad un fatto drammatico.

Così recita infatti la prima didascalia: “19 Luglio 1870 scoppia la guerra franco-prussiana che vedrà la disfatta dell’esercito francese a Sedan. Napoleone III° è fatto prigioniero, l’imperatrice Eugenia e il ” prince impérial ” si imbarcano per l’Inghilterra.”

Quello che la scheda chiama “Prince Imperial” è il figlio di Napoleone III° e il suo nome è il seguente:  Napoléon Eugène Louis Jean Joseph Bonaparte ( in effetti non ci sarebbe stato tutto questo spazio nella piccola didascalia…)

La famiglia imperiale è costretta a trovare riparo in Inghilterra, ma non saranno i soli.

Molti li seguiranno e tra questi i nostri artisti messi in scena in maniera impeccabile al Petit Palais di Parigi fino al 14 ottobre.

Quello che colpisce maggiormente di questa esposizione è lo scarto impressionante tra i soggetti dei primi quadri messi in mostra e quelli successivi.

Jean-Louis-Ernest Meissonier e Jean-Baptiste Camille Corot ci mostrano una Parigi assediata, in ginocchio.

Le rovine rimaste in piedi dell’ immenso Palais des Tuileries abitato da Caterina dè Medici in fiamme, ne è un simbolo perfetto.

Chi avrebbe mai pensato che questa città piegata di lì a poco sarebbe divenuto il centro del mondo?

Chi avrebbe mai pensato che dopo pochi anni sarebbe arrivata La belle Epoque, con i suoi artisti, il can-can  e tutta la mitologia della Ville Lumiére?

Ma torniamo alla mostra; dopo appena qualche sala l’ambiente cambia totalmente; ora i soggetti  non sono più i disperati abitanti di Parigi, al contrario, sono presi dall’alta borghesia rampante della Londra in piena Rivoluzione Industriale.

Quello che risulta dai dipinti di James Tissot infatti, è una spensieratezza, un benessere ostentato, da far invidia ai ritratti della nobiltà del XVIII° secolo.

Naturalmente sappiamo che non per tutti era così.

Un esercito di operai  diseredati che popolavano le bidonville dei sobborghi  erano il prezzo da pagare al Progresso.

Ma a Tissot tutto ciò non interessa, d’altronde era più che giustificato.

Nato in Francia, Jacques-Joseph Tissot, anglicizzato in James Tissot , non poteva certo irritare i suoi datori di lavoro…

La mostra è molto interessante e anche sorprendente, come un  ritratto di giovane di Sir Lawrence Alma-Tadema.

In questo ritratto ci mostra ciò che nei suoi quadri, tanto magnifici quanto gelidi non si vede mai: l’anima, il sentimento, del soggetto ritratto. Gli occhi di questa giovinetta sembrano infatti parlare proprio a noi che la stiamo guardando.

A rischio di essere giudicato di parte, voglio comunque dire che il quadro più bello della mostra è di un italiano. Si tratta infatti di un magnifico paesaggio quasi crepuscolare di Giuseppe de Nittis, da togliere il fiato.

Una mostra da non perdere.

‘Gli Impressionisti a Londra’
-Artisti francesi in esilio, 1970-1904-
Petit Palais – Paris
dal 21 giugno al 14 ottobre 2018