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TUTTO PONTI. GIO PONTI ARCHI-DESIGNER

Buongiorno a tutti.

Bellissima e notevole mostra (a parte il titolo..) quella che visiteremo insieme oggi, si tratta infatti della esposizione: “Tutto Ponti. Gio Ponti Archi-Designer”, al Musée des Arts Décoratifs di  Rue de Rivoli a Parigi.

Tutto bellissimo dicevo, tranne il titolo, non mi piace infatti la definizione Archi-Designer che, visitando la mostra, viene il sospetto non sarebbe piaciuta neanche a lui.

In ogni caso si tratta qui del Genio italiano dispiegato al suo meglio.

Gio Ponti puó essere certamente annoverato tra gli eredi più puri dei grandi artisti italiani del passato che hanno reso l’Italia lo scrigno della cultura europea.

Oggi, in questa epoca di appiattimento, di livellamento ma verso il basso, tutto viene messo in discussione e tutto in nome di una presunta ‘libertà’, parola che, come sappiamo, da sola non vuole dire nulla.

Tanto che alla famosa domanda di Paul Valéry, oggi sembra facile rispondere.

Diverrà l’Europa ciò che è in realtà è, cioè un piccolo promontorio del continente asiatico, oppure rimarrà ciò che essa sembra, cioè la parte più nobile dell’universo, la perla del mondo, il cervello di un grande corpo?

Ponti ha certamente contributo per sua parte, a far sì che l’Europa fosse “La perla del mondo

Lui è conosciuto principalmente come sommo architetto, ma questa esposizione ci parla anche, e tantissimo, del suo eclettismo.

Da disegnatore di mobili, a creatore di porcellane, ci mostra sempre il suo genio.

Genio vero basato sulla apparente semplicità e sulla velata modestia.

Vera sorpresa è stata per me la visione di bellissimo quadro “Racconto Immaginario” dimostrazione del suo talento rinascimentale dispiegato a 360 gradi.

Nella didascalia di questo capolavoro si legge ” Exposé dans la salle à manger de la seconde classe du paquebot Conte Biancamano

A parte che si rimane colpiti dal soave nome della nave da crociera, sembra di sentire la bellissima canzone di Francesco De Gregori “La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento…”

A questo punto mi sono detta che, se questo capolavoro si trovava in seconda classe, cosa mai poteva arredare la prima classe di questa splendida nave ?

Ebbene, ho fatto una veloce ricerca su Internet ed è spuntato un video della Conte Biancamano. In prima classe si vede sullo sfondo un dipinto di svariati metri quadrati di grandezza. L’autore? Mario Sironi…

Vedere gli arredi delle grandi navi degli anni ’50 e ’60 mette sempre i brividi; gli architetti e gli artisti più talentuosi erano chiamati a confortare il viaggio di chi “.. a Parigi ha comprato un cappello..” mentre per la terza classe, quella del dolore e dello spavento, non si hanno molte notizie…

Tornando al nostro genio Gio Ponti, penso che la sua parabola biografica-artistica abbia tutto per essere il simbolo della nostra Italia del dopoguerra.

Con il Pirellone, cuore pulsante della capitale economica italiana, Milano, la nostra società si è totalmente identificata.

Il suo nascere e crescere è stata una perfetta metafora della ri/nascita e crescita della nostra nazione.

Uscita devastata dalla guerra nelle cose e nei cuori, si avviava ad una ricostruzione materiale ed umana che l ‘avrebbe profondamente trasformata.

Vedendo i video della mostra si rimane colpiti dall’educazione, dalla modestia, e dal garbo borghese che Ponti e la sua Milano rappresentano al meglio.

Solo pochi anni dopo, il ’68 indicherà quella borghesia come nemico pubblico numero uno, come il male assoluto da demolire.

C’è riuscito pienamente; ma cosa ha creato al suo posto?

Nell’attesa di una risposta vorrei concludere con una notazione personale. Ad un certo punto su una didascalia ho letto “Provenienza Hotel Parco dei Principi Roma”

Ora, chi come me è nata a Roma e fa questo lavoro da tanto tempo, ricorderà una famosa mostra che si svolgeva nel quartiere Pinciano negli anni ’90.

La sede era appunto l’Hotel Parco dei Principi dove durante il week end si teneva una mostra di antiquariato di buon livello.

Si esponevano perlopiù oggetti e piccoli mobili ( anche perché l’entrata era angusta e i numerosi scalini molto ripidi..).

Ebbene, nella mia più completa indifferenza ero circondata da arredi che ora sono esposti in questa bellissima mostra di Parigi.

Ma non tutti erano come me.

Vorrei qui omaggiare nel ricordo un vero maestro del nostro mestiere, Giorgio Profili, che ad una edizione del Mercanteinfiera di Parma inizi anni ’90, si presentò appunto con un arredo proveniente dall’Hotel Parco dei Principi di Roma.

Si trattava di una fantastica porta della quale ricordo il magnifico contrasto tra il rosso cardinale e i decori in ottone dorato.

Vero Magister Elegantiarum, era sempre in anticipo con i tempi come risultava dalle sue fantastiche raccolte; dalle ceramiche Lenci al raro pittore futurista Bragaglia.

La sua galleria si trovava a due passi da Piazza Istria ma nella  foto qui in basso, degli anni ’70, è ritratto insieme a dei colleghi nel mitico Palazzo Cofani Brizzolari di Arezzo del quale parlo nella rubrica Amarcord.

Mi ricordo che Giorgio si faceva chiamare Architetto Profili; se lo fosse veramente nessuno lo ha mai saputo, d’altronde a Roma l’appellativo Dottò non si nega a nessuno…

In effetti non era importante sapere la verità, la cosa fondamentale era sapere che fosse una persona onesta, competente e appassionata, proprio come Gio Ponti del quale condivideva le iniziali e, nel suo piccolo, il talento.

Queste eccellenze italiane hanno contribuito, ognuno secondo le proprie possibilità, a farci vivere nella ‘perla del mondo’, e non sarà certo per colpa loro se diventeremo un giorno un piccolo promontorio del continente asiatico…

Tutto Ponti. Gio Ponti Archi-Designer
Musée des Arts Décoratifs
107 rue de Rivoli
75001 Paris
dal 19 ottobre 2018 al 5 maggio 2019