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Luca Giordano al Petit Palais di Parigi

Luca Giordano Il trionfo della pittura napoletana

L’Arcangelo Michele mentre abbatte l’Angelo Ribelle che si contorce in smorfie mostruose, appestati cenciosi che agonizzano in strada, Santi che salvano cittá intere, Madonna del Rosario “quale rimedio per la conversione dei non credenti e la salvezza dei peccatori..” come si legge in una scheda tecnica.

Questo straordinario esemplare di gusto tardo barocco, direttamente ispirato alle composizioni di Giordano sul tema di San Michele testimonia la sua influenza dominante su diverse generazioni di artisti napoletani
San Michele di Lorenzo Vaccaro e Gian Domenico Vinaccia

Fa effetto vedere tutto ciò nel “Triangle d’Or” dell’arte contemporanea, nel Petit Palais, proprio di fronte al Tempio della FIAC.

Proprio qui dove due tavolette messe una sopra l’altra o due strisce di colore messe una accanto all’altra vengono disputate a prezzi stratosferici ( naturalmente devono essere tavolette di Donald Judd (1928- 1994)artista statunitense o strisce di Daniel Buren 1938).

sinistra: San Sebastiano di Mattia preti (1657) destra: San Sebastiano di Luca Giordano (1660)

Proprio qui si celebra infatti l’omaggio ad un grande artista del ‘600 italiano con la mostra Luca Giordano (1634-1705) Il trionfo della pittura napoletana.

Meraviglioso monogramma di Luca Giordano

In effetti lo scarto tra l’effimero dell’arte contemporanea e la carne, le lacrime ed il sangue del Barocco napoletano sono davvero impressionanti.

Cosí come è impressionante la preparazione che occorre per saper interpretare un quadro di Luca Giordano.

San Michele Arcangelo e la caduta degli angeli ribelli

Bisogna avere una cultura non indifferente che spazia dalla conoscenza della storia a quella della teologia, dall’iconologia e iconografia alla storia dell’Arte in senso stretto, oltre che una profonda conoscenza delle tecniche pittoriche delle varie epoche e varie regioni.

Luca Giordano Serie I Filosofi 1650-1660

Insomma, tutto il contrario dell’arte contemporanea, dove è sufficiente il parere di un “art advisor”, o un di “curator” (termini sempre rigorosamente in inglese, lingua che ha preso il posto del famoso Latinorum di Manzoniana memoria).

I Filosofi

L’impressione sempre più forte è che l’unica cosa che effettivamente il compratore di arte contemporanea domanda a queste persone, è che l’investimento sia azzeccato.

Luca Giordano Autoritratto, 1692
Luca Giordano Autoritratto, 1688
Luca Giordano Autoritratto

Tornando al nostro “Fapresto” (nomignolo un pò acido che avevano dato a Luca Giordano causa della sua stupefacente velocità di esecuzione dei quadri), veniamo a sapere che le sue perfette copie di capolavori di Tiziano Vecellio, Pietro Paolo Rubens, Guido Reni e Correggio gli valsero addirittura l’accusa di falsario.

Questo non gli impedí di diventare il pittore della Corte spagnola e naturalmente il riferimento della Napoli della metà del ‘600, cittá a quell’epoca cosmopolita e centro culturale di primo piano.

Micco Spadaro in questa drammatica testimonianza mostra gli effetti apocalittici della peste del 1656 in Largo del Mercatello, dove i cadaveri venivano ammassati dai prigionieri.
Micco Spadaro La Peste al Largo del Mercatello 1656

Cittá che fu anche refrattaria ad assimilare i dettami della Controriforma; si spiegano in questa maniera il successo di pittori quali José de Ribera e Mattia Preti ed il loro esercito di diseredati e mendicanti specchio dell’attenzione rivolta alla sofferenza umana quale viatico personale verso la salvezza.

Il catalogo dell’esposizione Luca Giordano

È insomma una mostra da non perdere per chi ha ancora il coraggio di confrontarsi con la nostra storia, con il nostro DNA.

Guardare in faccia il nostro passato neppure troppo remoto; le nostre nonne avevano sul comò il Rosario.

Dettaglio della Madonna del Rosario di Luca Giordano 1657

Ora tutto questo fa sorridere, se non peggio.

Lo tsunami che sta polverizzando la nostra storia sembra irreversibile, quello che fa paura è il Nulla che sembra prendere il suo posto.

Visitare questa esposizione potrebbe far riflettere.

Petit Palais

Avenue Winston-Churchill

75008 Paris

dal 14 novembre 2019 al 23 Febbraio 2020